MALEDETTO MODIGLIANI

Nelle sale italiane il documentario dedicato a uno degli artisti più bohémien del secolo scorso, con gli interventi di Marc Restellini, Paolo Virzì, Simone Lenzi, Gérard Netter, Antonio Marras, Laura Dinelli, Emilia Philippot, Jacqueline Munck, Klaus Albrecht Schröder.

12 ottobre

13 ottobre

14 ottobre

Ingresso € 10,00 - ridotto € 8,00

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Genere: Documentario

Regia: Valeria Parisi

Paese: Italia

Durata: 90 min

Distribuzione: Nexo Digital

Sceneggiatura: Arianna Marelli

Maledetto Modigliani, film diretto da Valeria Parisi, è un documentario sull’artista che con i ritratti delle sue donne dai lunghi colli e gli occhi spenti ha segnato un’avanguardia ed è diventato un classico, apprezzato globalmente. In occasione della sua morte, avvenuta il 24 gennaio 1920, il cinema ripercorre la vita e la carriera artistica di Amedeo Modigliani, che, nonostante la sua breve esistenza (è morto a 35 anni), ha lasciato il suo segno nel mondo dell’arte.
Livornese, nato da una famiglia ebrea, Amedeo – anche detto Dedo o Modì – ha viaggiato per l’Italia, fermandosi soprattutto a Firenze e Venezia, ma quando giunge a Parigi sembra finalmente aver trovato la pace del suo vagare. È nella capitale francese che Modigliani si costruisce una certa reputazione: quella di dongiovanni e alcolista, tratti che lo definisco un perfetto artista maledetto del Novecento. Ma questa sua propensione per una vita all’insegna degli eccessi nasconde in verità un malessere profonda; infatti, Amedeo ha da sempre sofferto di salute cagionevole e l’unico modo per non arrendersi ai suoi malanni sono l’alcol, il sesso e la sua arte.
Il docufilm è narrato dal punto di vista della giovanissima Jeanne Hébuterne, ultima compagna dell’artista, morta suicida al nono mese di gravidanza il giorno dopo la dipartita del suo amato. In questo racconto su Modigliani si intrecciano le opere della mostra “Modigliani – Picasso. The Primitivist Revolution”, curata da Marc Restellini, volti a rappresentare la poetica del loro artefice, fatta di nudi femminili e ritratti dallo sguardo assente.
Una celebrazione, quella della regista, per un artista morto in miseria e senza riconoscimenti, ma divenuto uno dei massimi esponenti del Novecento e tra i più imitati nel suo stile all’apparenza semplice, ma complesso come un’anima tormentata.