PROGETTO SCUOLE

 

“PROGETTO SCUOLE”

Esclusive mattinate al cinema per gli studenti.

Esperienze uniche sul grande schermo per approfondire i temi trattati all’interno dei piani educativi.

Ingresso € 5,00

Per le date proposte chiediamo un minimo garantito di 90 presenze.

Tutti gli eventi possono essere programmati in altre date, ma chiediamo un minimo garantito di 150 presenze.

 

 

LE MEMORIE DI GIORGIO VASARI

 

Vengono proposte e illustrate le opere e le riflessioni di Giorgio Vasari, pittore, architetto, scrittore aretino. Vasari parla di sé in prima persona in un diario che ripercorre le tappe della sua attività di artista ma anche momenti della sua vita privata a partire dal suo allontanamento da Firenze in seguito all’assassinio di Alessandro de’ Medici da parte di Lorenzino de’ Medici.

Luca Verdone affronta la vita del Vasari come se fosse un risarcimento dovuto a colui che nei secoli è stato più ricordato per le sue “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri” che non per la sua opera di artista di valore sia in campo architettonico che pittorico.

Vengono così ben focalizzati i suoi rapporti non solo con i committenti ma anche con gli artisti da lui ammirati, in primis Michelangelo Buonarroti. Ma Verdone decide anche di lasciare un consistente spazio al rapporto dell’artista con le sue modelle, in particolare con una che andrà in sposa a un suo allievo, per mostrarci anche il versante meno ‘didattico’ della sua esistenza. Perché il regista rifugge dall’idea del didatticismo ma al contempo vuole realizzare un’opera che abbia una valenza pedagogico-culturale. Per far ciò quindi non rinuncia al rigore dell’esposizione dividendo la narrazione in capitoli in cui la parola prevale sull’azione.
Si sente vibrare (e non poteva essere altrimenti considerata la cultura cinematografica che ha permeato da sempre casa Verdone) la lezione del Rossellini televisivo. Si avverte cioè la meticolosità dell’esposizione unita a un’esigenza di narrazione tanto chiara quanto scevra di spettacolarizzazioni superflue. Chi vedrà questo film non si aspetti quindi di essere ‘intrattenuto’ ma abbia la certezza che gli verranno offerte occasioni di riflessione sull’opera di uno dei maestri dell’arte che si colloca al confine tra due periodi e che da entrambi ricevette linfa per la sua opera sapendone cogliere gli elementi migliori.

BOSCH – IL GIARDINO DEI SOGNI

19 OTTOBRE 2018

Nell’agosto del 1516 si spegneva Hieronymus Bosch. Questo è l’unico fatto riguardante l’autore de “Il Giardino delle Delizie Terrene” che possiamo datare con precisione. Nato a s-Hertogenbosch, nelle terre dei duchi di Borgogna, Bosch proviene da una famiglia originaria di Aquisgrana, sette secoli prima sede della corte di Carlo Magno. Ed è proprio Bosch l’artista che più di ogni altro riesce a fondere la cultura figurativa fantastica ed esotica del Medioevo e le nuove istanze del rinascimento fiammingo.

Il racconto di questa sua doppia anima diventa oggi il protagonista di Bosch – Il giardino dei sogni, il film evento diretto da José Luís López Linares su uno dei dipinti più iconici al mondo.

Negli ultimi cinquant’anni sono state date molteplici interpretazioni relative ai quadri del pittore, che è stato presentato alternativamente come membro di una setta esoterica, come alchimista oppure come artista così raffinato da includere nelle sue opere messaggi complessi e giochi di parole visivi basati sui testi biblici e della tradizione.
“Il Giardino delle Delizie Terrene” è un quadro che con sapiente eleganza si rivolge a tutti. È destinato a generare piacere e costernazione agli occhi dell’osservatore comune, ma contiene anche concetti più nascosti che un individuo acuto, impegnato in una ricerca interiore, riconoscerà certamente come simboli di più profondi livelli di significato, capaci di scavare nella coscienza, miscelando con maestria acrobatica mostruoso e macabro, fantastico e demoniaco.

KLIMT & SCHIELE – EROS E PSICHE

 22 – 23 -24 OTTOBRE 2018

Vienna, 1918, nel cuore della Mitteleuropa, dove un’epoca dorata è ormai al tramonto. Klimt e Schiele. Eros e Psiche si apre infatti nella notte del 31 ottobre quando, nel letto della sua casa, muore Egon Schiele, una delle 20 milioni di vittime dell’influenza spagnola. Schiele si spegne guardando in faccia il male invisibile, come solo lui sa fare: dipingendolo. Ha 28 anni e solo pochi mesi prima il salone principale del palazzo della Secessione si è aperto alle sue opere, 19 oli e 29 disegni, con la celebrazione di una pittura che rappresenta le inquietudini e i desideri dell’uomo. Qualche mese prima è morto anche il suo maestro e amico Gustav Klimt, che dall’inizio del secolo aveva rivoluzionato il sentimento dell’arte, fondando un nuovo gruppo: la Secessione. Oggi i capolavori di questi due artisti attirano visitatori da tutto il mondo, a Vienna come alla Neue Galerie di New York, ma sono anche immagini pop che accompagnano la nostra vita quotidiana su poster, cartoline e calendari. Ora, cent’anni dopo, le opere di questi artisti visionari – tra Jugendstil e espressionismo – tornano protagoniste assolute nella capitale austriaca, insieme a quelle del designer e pittore Koloman Moser e dell’architetto Otto Wagner, morti in quello stesso 1918 sempre a Vienna. Prendendo spunto da alcune delle tante mostre che stanno per aprirsi in occasione del centenario, il film evento ci guida tra le sale dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches, del Leopold, del Freud e del Wien Museum, ripercorrendo questa straordinaria stagione: un momento magico per arte, letteratura e musica, in cui circolano nuove idee, si scoprono con Freud i moti della psiche e le donne cominciano a rivendicare la loro indipendenza. Un’età che svela gli abissi dell’io in cui ci specchiamo ancora oggi. Klimt e Schiele. Eros e Psiche è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital.

LOVING VINCENT

26 OTTOBRE 2018

Il primo lungometraggio interamente dipinto su tela che racconta le opere e la vita di Vincent van Gogh. Un originale incontro tra arte e cinema vincitore del Premio del Pubblico al Festival d’Annecy.

Dopo il successo di “Van Gogh Alive – The Experience” (la mostra multimediale più visitata al mondo), arriva finalmente al cinema una nuova straordinaria esperienza visiva: un appuntamento nato dal connubio tra arte e tecnologia che segnerà una nuova frontiera per la Grande Arte al Cinema, offrendoci l’opportunità di conoscere in modo nuovo uno degli artisti più amati di sempre.

Scritto e diretto da Dorota Kobiela & Hugh Welchman, Loving Vincent è il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Realizzato elaborando i quadri dipinti del pittore, il film è composto da migliaia di immagini create nello stile di Vincent van Gogh realizzate da un team di 125 artisti che hanno lavorato anni per arrivare a un risultato originale e di enorme impatto.

Un lungometraggio poetico e seducente che mescola arte, tecnologia e pittura e si è aggiudicato il Premio del Pubblico all’ultimo Festival d’Annecy.

Quando il cinema incontra l’arte l’esito non è mai banale ed è sempre un arricchimento. Soprattutto se, come accade in Loving Vincent, ogni singolo fotogramma del film è realizzato a mano.

Un film prodotto con tenace e minuzioso lavorìo in cui più di 100 artisti, con la tecnica del Painting Animation Work Station hanno animato un thriller interamente costituito da pittura che coinvolge totalmente lo spettatore.

Vincent Van Gogh, l’artista più noto al mondo, pioniere dell’arte contemporanea e personaggio tormentato, nel luglio 1890 si spara in un campo di grano nei pressi di Arles. Il giovane Armand Roulin, figlio del postino Roulin, unico amico di Van Gogh -, non convinto del suicidio dell’artista, ripercorre le sue ultime settimane di vita incontrando le persone che, anche nei momenti più drammatici, gli sono state vicine.

Da Adeline, la padrona di casa del pittore, a pére Tanguy, fino al pescatore o il dottore Paul Gachet e la figlia tutti rigorosamente ritratti a olio, restituendo vita all’immediato e riconoscibile stile di Van Gogh. La casa gialla, il campo di grano e i fiori azzurri, la stanza con la sedia… realizzati con pennellate vivide, colori visionari e brillanti, e quel movimento fluido tipico del tocco “vangogghiano”, si alternano al bianco e nero delle parti narrative.

CARAVAGGIIO – L’ANIMA E IL SANGUE

9 NOVEMBRE 2018

Caravaggio – L’anima e il sangue, il nuovo film d’arte dai creatori di Firenze e gli Uffizi e Raffaello, il Principe delle Arti dedicato ad uno degli artisti più controversi e amati al mondo: Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio. Un viaggio emozionante attraverso la vita, le opere e i tormenti di Caravaggio, artista geniale contraddittorio, che più di ogni altro ha raccolto in sé luci e ombre, genio e sregolatezza, generando opere sublimi.
Caravaggio – L’Anima e il Sangue è un excursus narrativo e visivo attraverso i luoghi in cui l’artista ha vissuto e quelli che ancora oggi custodiscono alcune tra le sue opere più note: Milano, Firenze, Roma, Napoli e Malta.
La consulenza scientifica è stata affidata al prof. Claudio Strinati, storico dell’arte esperto del Caravaggio, che nel film racconta la figura dell’artista in stretta correlazione con le sue opere. Il film è ulteriormente arricchito dagli interventi della prof.ssa Mina Gregori, Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, che fornisce alcune letture personali delle opere dell’artista e della dott.ssa Rossella Vodret, che illustra i risultati dei più recenti studi sulla tecnica pittorica dell’artista.
Un’approfondita ricerca documentale negli archivi che custodiscono traccia del passaggio dell’artista, ci conduce in una ricostruzione sulle tracce e i guai di Caravaggio e alla scoperta delle sue opere, di cui circa 40 trattate nel film, che, grazie all’impiego di evolute elaborazioni grafiche, di macro estremizzate e di lavorazioni di luce ed ombra, prendono quasi vita e corpo, si confondono con la realtà dando una percezione quasi tattile.
La contemporaneità dell’animo di Caravaggio viene restituita nel film da scene fotografiche e simboliche ambientate in un contesto contemporaneo ed essenziale, che mettono in scena gli stati d’animo di Caravaggio con scelte visive ed artistiche visionarie e di grande impatto emotivo: la costrizione, la ricerca della libertà, il dolore, la passione, l’attrazione per il rischio ma anche per la misericordia, fino alla richiesta di perdono e redenzione. La voce dell’io interiore di Caravaggio, emotiva, evocativa ed al tempo stesso intima, è quella di Manuel Agnelli. Il frontman degli Afterhours e giudice di X Factor, un artista multiforme e talentuoso, rivoluzionario e originale, impulsivo e profondo. Un alter ego capace, come Caravaggio, di emozionare e sconvolgere. La voce fuori campo di Caravaggio/Manuel sulle scene fotografiche traduce così il moto continuo degli stati d’animo dell’artista, riproducendo le sfumature del suo carattere e raccontando le emozioni, spesso violente, che albergano in lui, aiutando lo spettatore ad entrare in contatto con il suo animo e la sua mente.
Il film è girato in formato Cinemascope 2:40, che determina una visione più “allungata” delle immagini, simile ad una tela, ed è una delle prime produzioni in Italia realizzate in 8K, formato che permette di percepire la singola pennellata e carpire dettagli delle opere non visibili ad occhio nudo.

BERNINI

12 – 15 NOVEMBRE 2018

Il documentario racconta il genio dell’artista attraverso la mostra che gli è stata dedicata alla Galleria Borghese di Roma con la selezione di oltre 60 capolavori dai più prestigiosi musei del mondo, dal 1° novembre 2017 al 4 febbraio 2018. Tramite riprese inedite di altissima qualità e il contributo di professionisti e conoscitori di grande caratura, tra cui la direttrice della Galleria Borghese Anna Coliva e il critico d’arte Luigi Ficacci, il docu-film diretto da Francesco Invernizzi celebra la mostra e la nascita dei maestosi gruppi scultorei a cinque secoli dalla loro nascita.

Le immagini, nella più alta definizione oggi disponibile ( 8K ) e con angolazioni mai ammirate in precedenza se non dallo stesso Gian Lorenzo Bernini, sono accompagnate dal commento degli ideatori e dei protagonisti della mostra.

Gli artisti che restituiscono nuovi punti di vista sulle cose, differenti prospettive e visioni, sono quelli che cambiano la storia. Gian Lorenzo Bernini è uno di questi. Lo scultore barocco che ha mutato la nostra cultura attraverso un utilizzo impressionante del marmo che, plasmato dalle sue mani e dai gesti fermi e potenti, sembra ancora oggi reale. Bernini è stato un rivoluzionario per il talento stilistico e per il modo in cui ha personalizzato i suoi soggetti: non più miti tutti uguali, ma donne e uomini dalle espressioni fortemente umane e dalle azioni in movimento, seppur in una materia scolpita e ferma, bloccata.

Lo scultore di origini napoletane, ma romano d’adozione, nelle sue opere racconta miti, umanità e natura attraverso episodi noti e allegorie che diventano reali: le espressioni delle sculture di Gian Lorenzo Bernini non sono convenzionali e statiche, come quelle del passato, ma diventano dense e drammatiche. Come narra la voce fuori campo nella conclusione di Bernini – un documentario strutturato su ricche immagini dettagliate delle opere dello scultore barocco, scandite attraverso un’ampia analisi e lettura delle forme e dei simboli – questa storia risale a quattro secoli fa, a quando un bambino giocava nella bottega del padre scultore, Pietro Bernini, realizzando piccoli ritratti di umanità e natura. Quel bambino era Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), l’uomo che ha poi creato, dall’età di 17 anni, opere straordinarie rilanciando il periodo barocco a Roma. Il documentario si focalizza sui capolavori all’interno della mostra a Villa Borghese, uno dei luoghi dove a Roma è possibile vivere le opere del Bernini assorbendone i dettagli e la lavorazione.

La Trasverberazione di Santa Teresa d’Avila – collocata nella chiesa di Santa Maria della Vittoria -, l’Estasi della beata Ludovica Albertoni, il David, il Fauno molestato dai cupidi – opera realizzata a quattro mani con il padre Pietro -, il Ratto di Proserpina, Apollo e Dafne, quell’Ermafrodito dormiente posato su un materasso moderno, che appare reale… queste alcune delle opere minuziosamente analizzate dalla storica dell’arte Anna Coliva che rende la materia marmorea plasmata da Bernini una fonte di narrazione in movimento.

Bernini è qui raccontato attraverso fotogrammi interamente dedicati all’estetica delle sculture, perché ancora oggi non c’è spiegazione nella perfezione di alcune forme e dettagli scolpiti dal maestro. Tra fotogrammi dedicati al marmo e alle espressioni dei soggetti ritratti, il film racconta la figura di Bernini che spicca in una Roma barocca dominata dai pittori.

Artisti come Caravaggio, Carracci, Rubens che Bernini decide di sfidare attraverso il mezzo della scultura. Dalla sua prima committenza pubblica del Cardinale Barberini, ai bozzetti, ai progetti urbanistici come i campanili ai lati della facciata di San Pietro, fino al passaggio dalla scultura manierista a quella barocca, dove il Bernini attua la sua rivoluzione con un punto di vista privilegiato sull’opera, che crea una vera e propria sensualità nelle espressioni. Gian Lorenzo ha lavorato sulla multiformità e verità della natura. Come non ha poi fatto nessun altro.

“HITLER CONTRO PICASSO E GLI ALTRI”

16 NOVEMBRE 2018

In due modi il nazismo mise le mani sull’arte: tentando di distruggere ogni traccia delle opere classificate come ‘degenerate’ e attuando in tutta Europa un sistematico saccheggio di arte antica e moderna.

Il documentario ci guida per la prima volta alla scoperta del Dossier Gurlitt, di rari materiali d’archivio, dei tesori segreti del Führer e di Goering.
Con la colonna sonora originale di Remo Anzovino.

Sono trascorsi 80 anni da quando il regime nazista bandì la cosiddetta “arte degenerata”, organizzando, nel 1937 a Monaco, un’esposizione pubblica per condannarla e deriderla e, contemporaneamente, una mostra per esaltare la “pura arte ariana”, con “La Grande Esposizione di Arte Germanica”. Proprio in quegli stessi giorni cominciò la razzia, nei musei dei territori occupati e nelle case di collezionisti e ebrei, di capolavori destinati a occupare gli spazi di quello che Hitler immaginava come il Louvre di Linz (rimasto poi solo sulla carta) e di Carinhall, la residenza privata di Goering, l’altro grande protagonista del saccheggio dell’Europa. Si calcola che le opere sequestrate nei Musei tedeschi siano state oltre 16.000 e oltre 5 milioni in tutta Europa. Tra gli artisti all’indice Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky. Sui muri le frasi di commento: “Incompetenti e ciarlatani”, “Un insulto agli eroi tedeschi della Grande Guerra”, “Decadenza sfruttata per scopi letterari e commerciali”. La mostra sull'”arte degenerata” fu portata in tour come esempio in 12 città tra Austria e Germania e la visitarono circa 2 milioni di persone.
Proprio per raccontare alcune delle infinite storie che presero il via in quei giorni, a distanza di 80 anni arriva oggi sul grande schermo un documentario-evento con la partecipazione straordinaria di Toni Servillo e la colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino. Hitler contro Picasso e gli altri – L’ossessione nazista per l’arte ci guida tra Parigi, New York, l’Olanda e la Germania raccogliendo testimonianze dirette sulle storie che prendono il via da quattro grandi esposizioni che in questi ultimi mesi hanno fatto il punto sull’arte trafugata, tra protagonisti di quegli anni, ultime restituzioni e preziosi materiali d’archivio.

“VAN GOGH  – TRA IL GRANO E IL CIELO

23 NOVEMBRE 2018

Dopo il successo di Loving Vincent, arriva al cinema il film evento che offre un nuovo sguardo su Van Gogh (1853-1890), attraverso il lascito della più grande collezionista privata di opere del pittore olandese: Helene Kröller-Müller (1869-1939), la donna che ai primi del Novecento, ammaliata da un viaggio tra Milano, Roma e Firenze, e sull’esempio del mecenatismo dei Medici, giunse ad acquistare quasi 300 suoi lavori, tra dipinti e disegni.

Così, proprio a partire dall’Italia tanto amata da Helene e da una mostra che sta raccogliendo un’affluenza eccezionale (sono già quasi 350.000 i visitatori a oggi, a un mese dalla chiusura), nasce Van Gogh. Tra il grano e il cielo. Il film evento, diretto da Giovanni Piscaglia e scritto da Matteo Moneta con la consulenza scientifica e la partecipazione di Marco Goldin, è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital, e racconta l’unione spirituale di due persone che non si incontrarono mai durante la loro vita (Helene Kröller-Müller aveva 11 anni quando Van Gogh morì nel 1890), ma che condivisero la stessa tensione verso l’assoluto, la stessa ricerca di una dimensione religiosa e artistica pura, senza compromessi. Due universi interiori dominati dall’inquietudine e dal tormento, che entrambi hanno espresso attraverso una vera e propria mole di lettere: fonti storiche insostituibili ed elemento suggestivo che punteggia la narrazione del documentario. La colonna sonora originale del film è firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino.

Ad accompagnare l’intero racconto è l’attrice Valeria Bruni Tedeschi, ripresa nella chiesa di Auvers-sur-Oise che Van Gogh dipinse qualche settimana prima di suicidarsi. L’occasione per raccontare l’intera parabola artistica di Van Gogh, e la collezione di Helene Kröller-Müller, è una mostra di eccezionale rilievo, Van Gogh. Tra il grano e il cielo, nella Basilica Palladiana di Vicenza,curata dallo storico dell’arte Marco Goldin, che raccoglie 40 dipinti e 85 disegni proventi dal Kröller-Müller Museum di Otterlo in Olanda, dove oggi è custodita l’eredità di Helene. Al viaggio dentro la mostra, si affianca quello in alcuni dei luoghi più importanti per l’arte di Van Gogh: la chiesa di Nuenen(soggetto dei quadri e dei disegni degli anni olandesi che fanno da sfondo al capitolo dedicato all’ansia religiosa di Van Gogh, che trova un parallelo in quella di Helene), l’Accademia Reale di Belle arti di Bruxelles (nelle cui aule Vincent trascorse pochi mesi), le strade di Parigi (da Rue Lepic 54, dove Vincent visse per due anni a partire dal marzo 1886 con il fratello Theo, sino al Moulin de la Galette e alla vigna di Montmartre) e Auvers-sur-Oise (dove l’artista si recò negli ultimi settanta giorni della sua vita e fu accompagnato in questo percorso dal Dottor Gachet). Una serie di preziose riprese sono state realizzate a Otterlo nelle sale e nel parco del Kröller-Müller Museum, progettato da Henry van de Velde a poco più di un’ora di auto da Amsterdam.

Il documentario propone inoltre gli interventi di alcuni autorevoli esperti: la storica dell’arte Lisette Pelsers, direttrice del Kröller–Müller Museum di Otterlo in Olanda; Leo Jansen, studioso che ha curato l’edizione critica delle lettere di Van Gogh; Sjraar van Heugten, storico dell’arte tra le maggiori autorità mondiali sul lavoro di Vincent van Gogh; la scrittrice e storica della cultura, Eva Rovers, autrice della biografia di Helene; Georges Mayer, professore onorario di Storia dell’arte all’Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles; lo scrittore e docente di Storia dell’arte all’Università Paris 8 Pascal Bonafoux.

LE NINFEE DI MONET

26 – 27 – 28 NOVEMBRE 2018

Narra la storia della nascita di una delle più grandi opere d’arte del ?900, anzi di 300 capolavori che hanno rivoluzionato l’arte successiva. Il racconto di una passione viscerale che diventerà una vera ossessione e dell’uomo che da questa ossessione si è lasciato divorare: Claude Monet. La dimora di Giverny è la villa più costosa della zona ma le manca ancora qualcosa. Appena vi si trasferisce, infatti, Monet decide immediatamente di mettersi al lavoro: desidera creare un giardino ” per il piacere degli occhi ” ma si accorge presto che questa meravigliosa tavolozza naturale può offrirgli innumerevoli soggetti per la sua pittura. È così che, attirandosi le ire dei suoi confinanti, sradica tutti gli alberi da frutto, distrugge l’orto e inizia a creare il suo atelier en-plein-air. Nel sud della Francia sorge ancora lo storico vivaio Latour-Marliac, presso il quale Monet acquista quei fiori esotici dei quali si è innamorato all’esposizione universale di Parigi del 1889. 6 bulbi di ninfee: 4 gialle e due bianche. Pur tra le mille difficoltà, nel 1895 Monet piazza il cavalletto sulla riva del lago. Per la prima volta dai suoi pennelli prende vita un fiore di ninfea. È da queste prime pennellate che nasce il film evento che racconta l’amore e l’ossessione di Monet per le sue ninfee attraversando il giardino e la casa dell’artista a Giverny, ma anche il Musée D’Orsay, l’Orangerie e il Marmottan di Parigi, la grande mostra del Vittoriano di Roma. Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce è prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital.

L’ARTE VIVA DI JULIAN SCHNABEL

30 NOVEMBRE 2018

Un film già presentato come Evento Speciale al Tribeca Film Festival e dedicato alla Superstar del panorama artistico newyorkese.

Con le testimonianze di: AL PACINO – MARY BOONE – JEFF KOONS – BONO VOX – LAURIE ANDERSON

Il film evento racconta la storia personale e la carriera pubblica del celebre artista e regista Julian Schnabel. Scritto e diretto da Pappi Corsicato, L’Arte viva di Julian Schnabel ripercorre la formazione di Schnabel, nato a Brooklyn e cresciuto a Brownsville, Texas: dagli esordi della vita professionale nella New York City di fine anni Settanta all’ascesa negli anni Ottanta fino al raggiungimento dello status di superstar nel panorama artistico di Manhattan.

Il film descrive l’approccio estroverso e anticonvenzionale di Schnabel nei confronti del lavoro e della vita: l’amato pigiama di seta, la dimora di Montauk a Long Island e quella nel palazzo in stile veneziano nel West Village di Manhattan. Schnabel è ritratto intento a dipingere, ad allestire una nuova mostra in giro per il mondo e in parallelo nella sua vita privata, in vacanza con i familiari. Ci sono poi gli approfondimenti sulla sua passione cinematografica che lo porta a realizzare film come Basquiat nel 1995, oltre al pluri-premiato Prima Che Sia Notte (2000, Leone d’argento – Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia) e Lo Scafandro e la Farfalla (2007, Miglior Regia al Festival di Cannes, due Golden Globe e la nomination come miglior regista agli Oscar). Con a disposizione una miscela multicolore di materiale tratto dagli archivi personali di Schnabel, riprese nuove dell’artista al lavoro e nel tempo libero e le testimonianze di amici, familiari, attori ed artisti, tra i quali Al Pacino, Mary Boone, Jeff Koons, Bono e Laurie Anderson, Corsicato crea un ritratto affascinante e rivelatore di uno dei pittori più anticonformisti e irrequieti del panorama contemporaneo.

L’UOMO CHE RUBO’ BANKSY

11 – 12 DICEMBRE 2018

Dopo il successo riscosso al Tribeca Film Festival, arriva al cinema diretto da Marco Proserpio. Narrato da Iggy Pop, il film evento sull’artista e writer inglese considerato uno dei maggiori esponenti della street art racconta di arte, culture in conflitto, identità e mercato nero. Il film inizia narrando la percezione dei palestinesi sul più importante artista di strada dei nostri tempi, ma si trasforma presto nella scoperta di un vasto mercato nero di muri e dipinti rubati nelle strade di tutto il mondo. Culture che si incontrano e si scontrano di fronte a una situazione politica insostenibile, ma anche il dibattito in corso sulla commercializzazione o conservazione della Street Art. Non è una singola storia, ma molte storie. Un docu film per capire cosa ha portato le opere d’arte di Banksy da Betlemme a una casa d’aste occidentale, insieme al muro su cui sono state dipinte.

 

 

 

MATERA

21 GENNAIO 2019

Matera è stata a lungo il sito più rappresentativo della vita agricola e della cultura rurale in Italia.
Ora, questa affascinante città è nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Riconosciuta come una delle destinazioni turistiche più ambite della penisola italiana, Matera è al centro di una regione estremamente affascinante, dove tradizione, scienza e tecnologia convivono e prosperano insieme, creando un ponte imprevisto tra il suo passato folcloristico e il suo futuro luminoso e promettente .

 

 

 

 

 

LEONARDO – CINQUECENTO

18 – 20 FEBBRAIO 2019

A cinquecento anni dalla sua morte, Leonardo da Vinci continua a essere una delle figure più ammirate e conosciute dell’umanità. Artista, architetto, umanista, naturalista e stratega militare, fu soprattutto un osservatore instancabile alla continua ricerca di nuove scoperte. Attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale e dopo decenni di studi e ricerche, si ricompongono le centinaia di pagine del suo codice e si rivisitano le sue teorie, offrendo nuove prospettive sulle loro implicazioni pratiche.

 

 

 

 

 

LA STANZA DELLE MERAVIGLIE – WOW

11 – 12 – 13 MARZO 2019

Cosa sono le meraviglie e cosa significa raccoglierle?
La stanza delle meraviglie – conosciuta anche come gabinetto di meraviglia o cabinet de curiosités in francese – emerse tra sovrani e collezionisti d’elite nel 16 ° secolo.
Ci sono stanze straordinarie in tutto il mondo: quelle del passato, i mobili rinascimentali che nel corso del XVIII secolo sono diventati alcuni dei maggiori musei odierni e quelli del presente, i cui contenuti provengono dalle gallerie più prestigiose per essere visualizzato in splendide ville e castelli.
Esistono stranezze eccentriche e inestimabili, collezioni private.

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