Programmazione

 

“COLETTE”

Mercoledì 12 dicembre: ore 21:00

Giovedì 13 dicembre: ore 21:00

Venerdì 14 dicembre: ore 21:00

Sabato 15 dicembre: ore 18:45 e 21:00

Domenica 16 dicembre: ore 17:00, 19:00, 21:00

Ingresso € 5,00

DATA USCITA: 06 dicembre 2018

GENERE: Biografico, Drammatico

ANNO: 2018

REGIA: Wash Westmoreland

ATTORI: Keira Knightley, Eleanor Tomlinson, Dominic West, Fiona Shaw, Denise Gough, Robert Pugh, Ray Panthaki, Mate’ Haumann

PAESE: USA, Gran Bretagna, Ungheria

DURATA: 111 Min

DISTRIBUZIONE: Vision Distribution

La vita della scrittrice più controversa della prima metà del XX secolo ha ispirato questo film che ripercorre solo l’inizio turbolento della sua carriera.

Quando Colette sposa Willy, celebre imprenditore letterario, lascia per la prima volta la sua adorata campagna e viene catapultata nella Parigi libertina della Belle Époque. La scoperta della passionale vita coniugale, gli intrighi ed i tradimenti di cui è circondata, le ispirano una serie di racconti autobiografici aventi come personaggio principale quello di Claudine, che si inserisce subito nell’immaginario pop delle signore francesi. Lo straordinario successo letterario viene però attribuito al marito di lei, offuscando la natura stessa di Colette/Claudine che avrà la sua rivalsa solo dopo che Willy sarà costretto a rinunciare ai diritti sulle opere.

Colette, infatti, dopo la collaborazione con il marito che per anni firmò a suo nome i racconti di Claudine, ebbe la sua rivincita diventando un’attrice di music-hall, autrice e critica teatrale, estetista e commerciante di cosmetici. Una vera e propria figura iconica a cui continuano ad ispirarsi tutti i moti per l’emancipazione femminile ed a cui viene attribuita la rottura di alcuni tabù sulla sessualità femminile.

“L’UOMO CHE RUBO’ BANKSY”  (evento)

Martedì 11 dicembre: ore 21:00

Mercoledì 12 dicembre: ore 19:00

Ingresso € 10,00 – ridotto € 8,00

È il 2007. Banksy e la sua squadra si introducono nei territori occupati e firmano a modo loro case e muri di cinta. I palestinesi però non gradiscono. Il murale del soldato israeliano che chiede i documenti all’asino li manda su tutte le furie: passi l’essersi introdotto nei territori e l’aver agito senza nemmeno presentarsi alla comunità, ma essere dipinti come asini davanti al resto del mondo è davvero troppo. A vendicare l’affronto con un occhio al bilancio ci pensano un imprenditore locale, Maikel Canawati, e soprattutto Walid, palestrato taxista del posto. Con un flessibile ad acqua e l’aiuto della comunità, Walid decide di tagliare il muro della discordia. Obiettivo dichiarato: rivenderlo al maggior offerente.
È da qui che prende il via L’UOMO CHE RUBO’ BANKSY di Marco Proserpio narrato da Iggy Pop che arriverà al cinema solo l’11 e 12 dicembre nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema. Il film, che sarà presentato in anteprima al Torino Film Festival, nella sezione Festa Mobile, il prossimo 26 novembre, racconta la storia dello sguardo palestinese su un’arte di strada di matrice occidentale e sui messaggi che la Street Art veicola sul muro che separa Israele dalla West Bank. Ma è anche il racconto della nascita di un mercato parallelo, tanto illegale quanto spettacolare, di opere di Street Art prelevate dalla strada senza il consenso degli artisti.
Sono passati sette anni da allora e l’asta per quel pezzo di muro non si è ancora conclusa: per oltre centomila dollari una tonnellata di muro di uno degli artisti più celebri è stata trasferita in Scandinavia e ora pensa a volare oltreoceano. Partendo da alcuni casi concreti di opere finite sul mercato all’insaputa dei loro autori, L’UOMO CHE RUBO’ BANKSY affronta tematiche di attualità legate alla comparsa della speculazione nel mercato della Street Art, al diritto d’autore, al confronto tra culture diverse in un’ottica post-coloniale e al recupero di opere percepite come delle vere e proprie sfide tecnologiche anche da restauratori specializzati nello stacco di affreschi rinascimentali.
Il film evento alterna riprese fatte in strada in diversi paesi e interviste ad esperti –giornalisti, professori universitari, galleristi, avvocati– e a personaggi chiave del mercato parallelo della Street Art. Una testimonianza straordinaria che dà voce, per la prima volta, a Walid, lasciandogli la possibilità di spiegare la sua scelta di segare, per venderli, i muri offerti da Banksy al popolo palestinese, lasciando decidere al pubblico chi sono i buoni e i cattivi in questa storia, perché, come spesso accade, anche qui è solo una questione di punti di vista.

“DINOSAURS”  (evento)

Giovedì 13 dicembre: ore 19:00

Ingresso € 10,00 – ridotto € 8,00

In molti credono che gli scheletri dei dinosauri ammirati nei musei di storia naturale siano emersi dal suolo nelle condizioni in cui sono esposti, ma non è così.
Dinosaurs è un documentario scientifico che racconta i retroscena legati ai più recenti ritrovamenti di queste affascinanti creature preistoriche, le più grandi che la terra emersa abbia mai conosciuto. Alcuni, soprattutto i carnivori, terribilmente feroci, arrivavano alle dimensioni e al peso di un carro armato, all’altezza di un edificio di due piani, con mascelle e denti in grado di stritolare i loro avversari. Gli erbivori, dal canto loro, per difendersi svilupparono corazze e corna imponenti.
Al di là del fascino che sono ancora in grado di suscitare per grandi e piccoli, pochi sanno però che la maggior parte degli scheletri esposti nei musei sono ricostruzioni e che nel mondo gli esemplari originali si possono contare sulle dita di una mano. Da dove arrivano? Chi sono gli scienziati che li trovano e li studiano? E dopo quali processi finiscono nei luoghi visitati ogni anno da milioni di persone?
Francesco Invernizzi, regista e produttore, risponde a queste domande ricostruendo il viaggio che affrontano i resti di queste creature straordinarie, dal ritrovamento nelle aree più remote del pianeta ai laboratori dei maggiori esperti mondiali, fino alle gallerie più esclusive e nelle case d’asta dove i grandi collezionisti e gli istituti scientifici prestigiosi si recano per aggiudicarsi questi rarissimi esemplari.
Dinosaurs è un viaggio entusiasmante raccontato attraverso immagini in 8K girate in Italia, Svizzera, Francia e USA sulle tracce dei giganti del passato.
Come afferma Peter Larson nel film, il paleontologo che ha trovato il T Rex più completo mai rinvenuto: «Nel primo film di Jurassic Park usano delle esplosioni che all’improvviso fanno emergere la meravigliosa immagine di un dinosauro perfettamente articolato da sottoterra. Ma questo è un falso».

“IL GRINCH”

Sabato 15 dicembre: ore 17:00

Domenica 16 dicembre: ore 15:30

DATA USCITA: 29 novembre 2018

GENERE: Animazione, Commedia, Family, Fantasy

REGIA: Peter Candeland, Yarrow Cheney, Matthew O’Callaghan

ATTORI: Alessandro Gassmann, Benedict Cumberbatch

PAESE: USA

DURATA: 90 Min

DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

Al di sopra della città di Chissarà, dentro una grotta profonda e confortevole, vive il Grinch col suo cane Max. Verde, peloso e solitario, il Grinch odia il Natale, ne odia le assemblee di persone, lo spirito allegro e cordiale e soprattutto i canti. Per cinquantatré lunghi anni l’ha sopportato, ma ora non ce la fa più e prende una decisione radicale: ruberà il Natale ai ChiNonSo. Nottetempo, porterà loro via tutti i regali, gli addobbi, la felicità. Allora sì che smetteranno di cantare. O ancora no?

Sono trascorsi 61 anni da quando Theodore Geisel, nome d’arte “dr.Seuss”, pubblicò “How the Grinch Stole Christmas” (in italiano “Il Grinch”), un libro illustrato, una fiaba ambientata nell’amato mondo dei Chi, bizzarri esseri da lui stesso ideati graficamente. Il mondo dei Chi era già apparso in “Ortone e i piccoli Chi” (“Horton Hears a Who”, 1954) ed era la rilettura fantasiosa del nostro mondo, con personaggi vagamente scimmieschi e spilungoni, disegnati con l’identificabile stile di un grafico pubblicitario nonché vignettista politico passato alla storia della cultura americana.
“Il Grinch” è stato adattato in forma d’audiovisivo innumerevoli volte: se in tanti ricordano Il Grinch di Ron Howard del 2000, con uno scatenato Jim Carrey,gli appassionati di animazione conoscono bene lo special televisivo di Chuck Jones datato 1966: molto fedele al libro, proponeva anche la canzone “You’re a Mean One, Mr. Grinch”, scritta dallo stesso dr. Seuss, che supervisionò da vicino quest’incarnazione, impreziosita anche dalla voce di Boris Karloff.
Il produttore Chris Meledandri ha da sempre un legame molto sentito con le opere del dr.Seuss: quand’era ancora alla Blue Sky, avviò il progetto di Ortone e il Mondo dei Chi (2008, di Jimmy Hayward e Steve Martino), conquistando la fiducia degli eredi di Geisel. Proprio in virtù di questo buon lavoro, quando ha fondato in seguito l’Illumination Entertainment dei Minions, ha trasposto Lorax – Il guardiano della foresta (2012, di Chris Renaud e Kyle Balda) e adesso quella che è forse l’opera più famosa dello scrittore.
Il nuovo Grinch si avvale della voce originale di Benedict Cumberbatch, doppiato in italiano da Alessandro Gassmann, e della regia di Yarrow Cheney(già coautore di Pets) e Scott Mosier, attivo tra cinema dal vero e animazione.
Come sempre quando si parla delle relativamente parsimoniose produzioni dell’Illumination di Meledandri, il film è costato “solo” 75 milioni di dollari, con ideazione e impostazione americane e realizzazione pratica dell’animazione presso gli studi Mac Guff di Parigi. Nel film si ripropone in versione hip hop proprio “You’re a Mean One, Mr. Grinch”.

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