Rassegna del giovedi

LA RASSEGNA DEL MARTEDI’ E’ STATA SPOSTATA AL GIOVEDI’ CON LE SEGUENTI MODALITA’:

“RIVEDIAMOLI  INSIEME”

DAL 7 FEBBRAIO ALL’ 11 APRILE

INGRESSO € 4,50

ABBONAMENTO: 10 INGRESSI € 25,00

( Gli orari degli spettacoli possono subire modifiche per esigenze di programmazione )

“THE CHILDREN ACT – IL VERDETTO

Giovedì 21 febbraio: ore 16:30 e 21:15

GENERE: Drammatico

REGIA: Richard Eyre

ATTORI: Emma Thompson, Stanley Tucci, Fionn Whitehead, Ben Chaplin, Rupert Vansittart, Jason Watkins, Nikki Amuka-Bird, Nicholas Jones, Anthony Calf, Rosie Cavaliero

DURATA: 105 Min

Giudice dell’Alta Corte britannica, Fiona Maye è specializzata in diritto di famiglia. Diligente e persuasa di fare sempre la cosa giusta, in tribunale come nella vita, deve decidere del destino di Adam Henry, un diciassettenne testimone di Geova che rifiuta la trasfusione. Affetto da leucemia, Adam ha deciso in accordo con i genitori e la sua religione di osservare la volontà di Dio ma Fiona non ci sta. Indecisa tra il rispetto delle sue convinzioni religiose e l’obbligo di accettare il trattamento medico che potrebbe salvargli la vita, decide di incontrarlo in ospedale. Il loro incontro capovolgerà il corso delle cose e condurrà Fiona dove nemmeno lei si aspettava.

Per quanto si provi a dire a parole il film di Richard Eyre, mancherà sempre all’appello l’essenziale. E l’essenziale in The Children Act – Il Verdetto è l’indicibile, quello smarrimento violento e improvviso che coglie qualche volta l’individuo fino a rovesciarne lo spirito e spostare per sempre il suo cuore più in là.

Di questo spiazzamento esistenziale fa esperienza Fiona Maye, giudice nata dalla penna di Ian McEwan (“La ballata di Adam Henry”) e confrontata con una richiesta urgente in risonanza con la sua vita privata. Una vita trascorsa a esaminare situazioni altamente conflittuali, a valutare punti di vista che si oppongono, a divorare il tempo che avrebbe dovuto condividere col marito, a risolvere e risolversi con misura e distacco. Ma la fragilità del suo matrimonio e lo stato di salute di un adolescente rompono il suo delicato e costante esercizio, costringendola a confrontarsi bruscamente con se stessa per donare un nuovo senso alla parola responsabilità.
Cercando “l’interesse del bambino”, principio in apparenza semplice ma di applicazione sovente dolorosa, la protagonista si perde e perde il filo. L’elemento perturbatore ha il corpo tormentato e il volto seducente di Adam (Fionn Whitehead, il giovane soldato di Dunkirk), indeciso tra principi religiosi e vitale pulsione adolescenziale. L’ambivalenza dell’animo umano è soggetto e materia di un film che illustra senza fioriture il ritratto di una donna travolta da quello che è chiamata a giudicare.

“BEN IS BACK”

Giovedì 28 febbraio: ore 16:30 e 21:15

GENERE: Drammatico

REGIA: Peter Hedges

ATTORI: Julia Roberts, Lucas Hedges, Kathryn Newton, Courtney B. Vance, Melissa Van Der Schyff, Alexandra Park, Faith Logan,Tim Guinee, Marquise Vilson, Michael Esper

DURATA: 103 Min

Ben is Back è un film “in famiglia”, dal momento che vede dietro alla macchina da presa un padre, Peter Hedges, e davanti, insieme alla straordinaria Julia Roberts, un figlio, Lucas Hedges.
Il secondo è forse più famoso, perché nel 2016 ha affiancato il Premio Oscar Casey Affleck in Manchester by the Sea e più di recente ha recitato in Lady Bird, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e soprattutto in Boy Erased di Joel Edgerton, con cui ha ottenuto una candidatura al Golden Globe come miglior attore in un film drammatico. Quanto a Peter, è regista e sceneggiatore, fra gli altri, de L’amore secondo Dan, e ha scritto il copione di About a Boy e di Buon compleanno Mr. Grape, adattamento di un suo romanzo. Per Ben is Back papà Peter aveva di certo pensato a Lucas, ma non osava offrirgli il ruolo del protagonista perché, anni prima, il ragazzo aveva rifiutato un’analoga offerta di lavoro dicendo che si sarebbe sentito in imbarazzo a stare su un set con il proprio genitore. Ma quando il giovane attore ha letto il copione, ha cominciato a pensare che il personaggio di Ben fosse perfetto per lui. Si è quindi fatto avanti, però su insistenza di Julia Roberts, che voleva lui e nessun altro al proprio fianco

Per rispetto della realtà, il film affronta in maniera diretta il tema della tossicodipendenza. Se il regista ha sentito il dovere di trattare un argomento tanto scomodo e delicato è perché, in un passato non troppo lontano, ha rischiato di perdere amici e parenti proprio a causa della droga. Ha scelto tuttavia un approccio umano, privo di qualsiasi giudizio morale. Da figlio di un pastore, avrebbe potuto fare un “film-predica”. E invece no, oltre a simpatizzare con i personaggi, il filmmaker ha percorso la strada del thriller, rendendo così la storia avvincente.

“NON CI RESTA CHE VINCERE”

Giovedì 7 marzo: ore 16:30 e 21:15

GENERE: Commedia, Drammatico

REGIA: Javier Fesser

ATTORI: Javier Gutiérrez, Juan Margallo, Sergio Olmos, Athenea Mata, Julio Fernández, Daniel Freire, Jesús Lago Solís, Luisa Gavasa, Jesús Vidal

DURATA: 124 Min

Marco Montes è allenatore in seconda della squadra di basket professionistica CB Estudiantes. Arrogante e incapace di rispettare le buone maniere viene licenziato per aver litigato con l’allenatore ufficiale durante una partita. In seguito si mette alla guida ubriaco e ha un incidente. Condotto davanti al giudice, viene condannato a nove mesi di servizi sociali che consistono nell’allenare la squadra di giocatori disabili “Los Amigos”. L’impatto iniziale non è dei migliori e Marco cerca di scontare la sua condanna con il minimo sforzo convinto di trovarsi di fronte a dei buoni a nulla dai quali non potrà ottenere risultati apprezzabili. Progressivamente i rapporti cambieranno.

Una premessa è necessaria per questo film che ha fatto staccare tre milioni di biglietti in Spagna. La premessa consiste di fatto in una domanda: perché cambiare un titolo perfettamente aderente alla vicenda come è quello originale (Campeones) in una banale imitazione (per di più incongruente) del titolo del duo Benigni/Troisi?

Detto ciò l’ultima opera di Javier Fesser centra l’obiettivo di divertire facendo pensare. Gli attori della squadra di basket non ‘interpretano’ i ruoli di disabili ma ‘sono’ disabili. Questo ha consentito o addirittura suggerito una flessibilità della sceneggiatura che ha visto inserire in montaggio scene che hanno preso vita direttamente nel corso delle riprese.
Perché questo è un film che non sfrutta i disabili per far ridere pur consentendoci di divertirci (e non poco) dinanzi alle loro reazioni. C’è un profondo rispetto nei loro confronti perché li si racconta come sono e, attraverso la figura di Marco, si portano sullo schermo i pregiudizi che i cosiddetti normodotati nutrono (talvolta negandolo a se stessi) nei loro confronti. Lo schema della sceneggiatura ha un sapore di deja vu ma viene declinato con grande originalità consentendosi anche svolte inaspettate perché si percepisce quanto, anche le situazioni più ”cinematografiche’ siano innervate da una sensibilità molto attenta anche ai dettagli.

TRAILER

“TROPPA GRAZIA”

Giovedì 14 marzo: ore 16:30 e 21:15

GENERE: Commedia

REGIA: Gianni Zanasi

ATTORI: Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi, Daniele De Angelis, Valerio Mastandrea

DURATA: 110 Min

Lucia è una geometra specializzata in rilevamenti catastali, nota per la pignoleria con cui insiste nel “fare le cose per bene”. La sua vita, però, è tutto fuorché precisa: a 18 anni ha avuto una figlia, Rosa, da un amore passeggero; ha appena chiuso una relazione pluriennale con Arturo; il suo lavoro precario non basta ad arrivare a fine mese. Approfittando della sua vulnerabilità economica, Paolo, il sindaco del paese, le affida il compito di effettuare un rilevamento su un terreno dove un imprenditore vuole costruire un impero immobiliare. Ma su quel terreno incombe un problema che Lucia individua immediatamente, anche se non ne vede con chiarezza i contorni. Paolo invece le chiede di “chiudere un occhio”.

A Lucia appare la Madonna: una figura femminile straniera e assai decisa che le ordina di far costruire una chiesa proprio su quel terreno comunale.

Troppa grazia è un film stra-ordinario, nel senso che è completamente fuori norma: dunque perfetto per raccontare la storia di un incontro paranormale fra un essere ultraterreno e un essere che con la terra campa. Lucia non si sente affatto benedetta dall’apparizione ma anzi, fa di tutto per sottrarsi a quella “sfiga”. Lei che insegna alla figlia che “i problemi non si sollevano, si affrontano”, si ritrova fra le mani la Madre di tutti i guai: una figura femminile che non accetta altro che la verità.
Risiede proprio nella femminilità contrapposta delle due protagoniste (tre, se contiamo anche Rosa) la chiave di lettura più potente di Troppa grazia. Ma dire che il film di Gianni Zanasi, scritto a otto mani (due sole delle quali appartengono a una donna, Federica Pontremoli) sia femminista è riduttivo, perché Zanasi segue un istinto e non un manifesto: l’istinto è quello di Lucia, ma anche quello di Alba Rohrwacher, mai stata più brava (e più bella) che in questo ruolo mette a disposizione corpo, mente e cuore senza mai tirarsi indietro. Rohrwacher si abbandona al turbinio della storia e alla guida del regista con la stessa impavida titubanza della geometra abituata alla razionalità e messa alla prova dal soprannaturale. È la sua essenza luminosa a dare a Lucia quella credibilità continuamente sfidata dagli sviluppi di una trama che incalza e provoca e spiazza noi come la sua protagonista.

“BOHEMIAN RHAPSODY”

Giovedì 21 marzo: ore 16:30 e 21:15

GENERE: Biografico, Drammatico, Musicale

REGIA: Dexter Fletcher, Bryan Singer

ATTORI: Rami Malek, Mike Myers, Aidan Gillen, Tom Hollander, Joseph Mazzello, Lucy Boynton, Allen Leech, Michelle Duncan, Aaron McCusker, Max Bennett, Gwilym Lee, Ben Hardy

PAESE: Gran Bretagna, USA

DURATA: 106 Min

Bohemian Rhapsody, il film diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher, è una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury (Rami Malek), che sfidò gli stereotipi e infranse le convenzioni, diventando uno degli artisti più amati al mondo.
Il film ricostruisce la meteorica ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante reunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, afflitto da una gravissima malattia, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock.
Facendo questo, il film cementa l’eredità di una band che è sempre stata più di una famiglia e che continua ancora oggi a ispirare gli outsider, i sognatori e gli appassionati di musica.
Oltre a Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, il film vede nel suo cast Lucy Boynton, nel ruolo di Mary Austin, grande amore di Freddie, Gwilym Lee nei panni di Brian May, chitarrista dei Queen, Ben Hardy in quelli del batterista Roger Taylor, Joe Mazzello interpreta il bassista John Deacy Deacon, Aidan Gillen è invece John Reid, primo manager del gruppo, Aaron McCusker ha il ruolo di Jim Hutton, a lungo il ragazzo di Mercury e Mike Myers nei panni di Ray Foster della casa discografica EMI.

“IL TESTIMONE INVISIBILE”

Giovedì 28 marzo: ore 16:30 e 21:15

GENERE: Thriller

ANNO: 2018

REGIA: Stefano Mordini

ATTORI: Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio, Maria Paiato

DURATA: 102 Min

Il Testimone invisibile, il film diretto da Stefano Mordini, racconta la storia di Adriano Doria (Riccardo Scamarcio), un giovane imprenditore di successo che si risveglia in una camera d’albergo chiusa dall’interno accanto al corpo senza vita della sua amante, l’affascinante fotografa Laura (Miriam Leone). Viene accusato di omicidio ma si dichiara innocente. Per difendersi, incarica la penalista Virginia Ferrara (Maria Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. L’emergere di un testimone chiave e l’imminente interrogatorio che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della sua difesa e a cercare la prova della sua innocenza. Spalle al muro, Adriano sarà costretto a raccontare tutta la verità.

La suspense è qualcosa di molto diverso dalla generica tensione indotta da un thriller. Si tratta di una tela pazientemente costruita, con i tempi giusti, che cattura lo spettatore, gli semina dei dubbi continui, e lo accompagna lungo tutto un film. Stefano Mordini riesce nell’intento di adattare il meccanismo perfetto di un originale spagnolo, personalizzandolo con un’atmosfera e una eleganza formale di gusto nostrano. Il film è riuscito, prende da subito, è interpretato bene, oltre ai soliti noti dall’attrice di teatro Maria Paiato, davvero convincente.

“VICE – L’UOMO NELL’OMBRA”

Giovedì 4 aprile: ore 16:30 e 21:15

GENERE: Biografico, Drammatico, Commedia

ANNO: 2018

REGIA: Adam McKay

ATTORI: Christian Bale, Amy Adams, Steve Carell, Sam Rockwell, Jesse Plemons, Shea Whigham, Alison Pill, Lily Rabe, Eddie Marsan, Tyler Perry, Justin Kirk, Bill Camp, Fay Masterson, Lisa Gay Hamilton

DURATA: 132 Min

VICE – L’uomo nell’ombra, il film diretto dal Premio Oscar Adam McKay, racconta in modo inedito e non convenzionale l’ascesa al potere dell’ex vicepresidente degli USA Dick Cheney (Christian Bale), da stagista del Congresso a uomo più potente del pianeta. Un uomo riservatissimo che ha cambiato il mondo come pochi leader negli ultimi cinquant’anni.
Attraversando mezzo secolo, il complesso viaggio di Cheney, da operaio elettrico del rurale Wyoming a Presidente de facto degli Stati Uniti, offre una prospettiva interna, a volte amara e spesso inquietante, sull’uso e l’abuso del potere istituzionale.
Guidato dalla sua straordinaria e fedelissima moglie, Lynne (Amy Adams), e avendo come mentore il brusco e spavaldo Donald Rumsfeld (Steve Carell), Cheney si insinua nel tessuto politico di Washington DC durante l’amministrazione Nixon, diventando Capo dello Staff della Casa Bianca sotto Gerald Ford e, dopo cinque mandati nel Congresso, Segretario alla Difesa per George Bush padre. Nel 2000 rinuncia alla sua posizione di C.E.O. di Halliburton per ricoprire il ruolo di vicepresidente di George W. Bush (Sam Rockwell), con l’implicito accordo che avrebbe esercitato un controllo quasi totale. Un co-presidente in tutto e per tutto, tranne che per il nome.
Le astute e segrete manovre politiche di Cheney hanno modificato il panorama politico americano in modi che continueranno a riecheggiare per i decenni a venire.

“VAN GOGH – SULLA SOGLIA DELL’ ETERNITA’ “

Giovedì 11 aprile: ore 16:30 e 21:15

GENERE: Biografico, Drammatico

REGIA: Julian Schnabel

ATTORI: Willem Dafoe, Oscar Isaac, Mads Mikkelsen, Rupert Friend, Mathieu Amalric, Niels Arestrup, Stella Schnabel, Patrick Chesnais

DURATA: 110 Min

Dopo oltre vent’anni dall’uscita del film su Basquiat, il regista Julian Schnabel torna a raccontare la grande arte, questa volta portando sul grande schermo con Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità gli ultimi e tormentati anni di Vincent Van Gogh. Un ritratto dell’irrequieto pittore olandese – qui interpretato da un sorprendete Willem Dafoe – dal burrascoso rapporto con Gauguin (Oscar Isaac) nel 1988 fino al colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Un frangente di vita frenetico quello preso in considerazione, che ha portato a momenti molto produttivi e alla conseguente creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che tutt’oggi continuano a incantare il mondo intero.

Più che un film biografico tradizionale, Schnabel voleva cercare di mostrare dall’interno lo stato d’animo dell’artista nel momento della creazione dell’opera, la fatica fisica e la dedizione assoluta che caratterizzano la vita di un pittore. E il ritratto di Van Gogh presentato nel film è più legato alle reazioni emotive di Schnabel alle sue opere che non a quanto è stato scritto su di lui.
Tutto è nato quando Schnabel era a Parigi e ha visitato una mostra intitolata “Van Gogh/Artaud: Il suicidato della società” assieme all’amico Jean-Claude Carrière, lo storico sceneggiatore di Luis Buñuel e di film come L’insostenibile leggerezza dell’essere, Valmont e L’ultimo inquisitore, premiato con l’Oscar alla carriera nel 2014. E parlando tra loro, passeggiando davanti ai quaranta dipinti di Van Gogh della mostra, i due hanno avuto l’idea del film, che per il regista doveva restituire l’esperienza e le sensazioni legate alla visione ripetuta di tutte quelle opere, l’una dopo l’altra.
Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità si concentra infatti nel periodo più intenso e travagliato della vita dell’artista, quello che va da quando, nel 1888, a 35 anni, si trasferì ad Arles, in Provenza, fino alla morte avvenuta in circostanze ancora poco chiare il 27 luglio 1890 a Auvers-sur-Oise, dove era ospite del dottor Gachet.
In mezzo, opere come ” La casa gialla”, “Quattordici girasoli in un vaso”, “Autoritratto con orecchio bendato”, “Notte stellata” e ” La chiesa di Auvers”, oltre all’amicizia e le liti con Gauguin, la mutilazione dell’orecchio, i ricoveri in manicomio e l’inizio di un successo troppo tardivo.

 

         

 

 

 

 

 

 

 

 

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