Eventi

 

PER PRENOTARE GLI EVENTI IN PROGRAMMA: 

info@cinemaalcorso.com      

Tel. 0522 451567 ( in orari di apertura del cinema )

Comunicare:  Cognome e Nome, numero di telefono ( solo per chi prenota telefonicamente ), titolo e data dell’evento, l’ orario desiderato e il numero dei posti.

La prenotazione è gratuita e resta valida sino a 10 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

 

“MA L’AMORE C’ENTRA?”

Lunedì 7 maggio: ore 21:30

Ingresso € 5,00

PRENOTAZIONI

Regia: Elisabetta Lodoli

Cast: Lorenzo Ansaloni, Andrea Lupo, Andrea Santonastaso

Durata. 52′

La violenza contro le donne nelle relazioni affettive: in Ma l’amore c’entra? ne parlano tre uomini in cerca di un cambiamento. Paolo, Luca, Giorgio ( nomi di fantasia) hanno avuto comportamenti violenti contro la moglie o la compagna, ma della propria violenza si sono spaventati anche perchè le donne che l’hanno subita hanno preteso da loro un cambiamento. Non sono arrivati a una violenza sanguinosa, di quella di cui si parla tutti i giorni alla tv o sui giornali, ma le ferite per se stessi e la famiglia sono state comunque molto gravi. Paolo, Luca e Giorgio sono tre uomini “normali”, come potremmo essere tutti noi. Le loro sono storie quotidiane eppure sconvolgenti. Sono tre vite diverse per età, origine e carattere ma legate da un problema comune, e che per questo si sono incrociate in uno stesso luogo, quello in cui i tre hanno cercato aiuto: il centro LDV (Liberiamoci dalla violenza) – Azienda USL di Modena. Il film non è però un documentario sulla terapia, nè su LDV: è il racconto di tre storie di uomini raccolto da tre donne che li hanno intervistati.
Lo sviluppo drammaturgico del film sull’incalzare di momento in cui la vita normale dei tre uomini “scoppia” e la violenza viene vissuta e riconosciuta. Il percorso dei protagonisti che per ragioni di privacy non possono essere riconoscibili, è costruito sulle parole raccolte intervistandoli attraverso i paesaggi e gli ambienti delle loro storie – quelli esterni della pianura padana come quelli interni dei loro vissuti – e attraverso uno spazio immaginario, casalingo ma onirico, dove tra oggetti dislocati e sospesi e sotto luci intermittenti i tre s’interrogano mettendo a confronto le motivazioni personali e culturali della loro violenza e le riflessioni sulle difficoltà con la moglie, la compagna, i figli. Quella di Paolo, Luca e Giorgio resta una sfida aperta: una tensione al cambiamento, all’ascolto di se stessi e dell’altro che forse durerà il tempo della loro vita e coinvolgerà anche le loro compagne; una riflessione sul conflitto nelle relazioni e sull’educazione ai sentimenti che alla fine ci coinvolge tutti, uomini e donne.

“CEZANNE – RITRATTI DI UNA VITA”

Martedì 8 maggio: ore 21:00

Mercoledì 9 maggio: ore 21:00

Ingresso € 10,00 – ridotto € 8,00

PRENOTAZIONI

Il documentario sul padre dell’arte moderna, colui che influenzò Fauves, cubisti e tutti gli artisti delle avanguardie. Cézanne – Ritratti di una vita conduce lo spettatore nella vita dell’artista attraverso le sue lettere personali e l’esplorazione degli spazi privati, includendo anche filmati girati nel sud della Francia, dove Cézanne nacque e si spense. Ancora una volta lo spunto per il racconto nasce da una mostra itinerante: “Cézanne’s portraits”, che raccoglie per la prima volta da collezioni di tutto il mondo oltre cinquanta ritratti eseguiti dall’artista, in viaggio tra la National Portrait Gallery di Londra, il Musée d’Orsay di Parigi e la National Gallery of Art di Washington DC.
Ambientato a Londra, Parigi, Washington D.C. e in Provenza, quel sud della Francia in cui Cézanne nacque e si spense, il film ripercorre la vita di uno dei più grandi artisti mai esistiti: un viaggio attraverso gli spazi e le lettere private che ne segnarono l’esistenza e che aiutano lo spettatore ad avvicinarsi ancor di più all’animo e al pensiero di colui che per Picasso e Matisse fu “il padre di noi tutti”.
La macchina da presa mostra così le immagini di “Cézanne’s portraits”, l’esposizione che raggruppa ben cinquanta ritratti del pittore di Aix-en-Provence: opere che hanno viaggiato dalla National Portrait Gallery di Londra, al MoMA di New York, alla National Gallery of Art a Washington DC, fino al Musée d’Orsay a Parigi. Curatori ed esperti legati a queste istituzioni hanno prestato il volto e la voce per arricchire i contenuti del film, guidando lo spettatore all’interno della mostra e della vita di Cézanne.
Oltre a quadri entrati nella leggenda, come quelli dedicati alla Montagna Sainte Victoire o alle sue amatissime mele, Cézanne ha realizzato circa 200 ritratti: le persone che fecero parte alla sua vita sono immortalate proprio lì, con il suo tratto e le sue pennellate, e molte di loro furono scelte come soggetto più di una volta, poiché condivisero con l’artista momenti diversi della sua esistenza.  Assieme ai ritratti veri e propri, si contano poi una trentina di autoritratti: un numero davvero impressionante nella storia dell’arte.

“IL CAMMINO DELL’APPIA ANTICA”

Lunedì 14 maggio: ore 21:00

Ingresso € 5,00

Presenterà il documentario il regista Alessandro Scillitani

Regia: Alessandro Scillitani
Durata: 100′
Tipologia: documentario

In principio fu l’idea, l’idea generò la Linea e la Linea si fece strada.
La via Appia, la Regina Viarum, la prima via di Roma, la madre dimenticata di tutte le strade europee, viene ripercorsa interamente a piedi da Roma a Brindisi.
Quattro matti a piede libero, tutti del nord: Riccardo Carnovalini, forse il massimo camminatore italiano. La linea giusta l’ha segnata lui, su un Gps, incrociando montagne di dati. Alessandro Scillitani, il gigante emiliano invisibile dietro la macchina da presa. La strada se l’è fatta anche lui, zaino in spalla e senza auto d’appoggio.
Irene Zambon, osservatrice silenziosa, che ha reso lieve alla pattuglia la logistica della trasferta.
E poi Paolo Rumiz, l’uomo dal block notes, un figlio della frontiera dell’Est che s’è messo a scrivere solo per viaggiare.
Non si tratta solo di ripercorrere l’Appia antica ma di ritrovarla e riconsegnarla al Paese dopo decenni di incuria e depredazione.
Non una moda, un’invenzione del marketing, ma una direttrice indiscutibile e solitaria, scolpita nella pietra, fatta di sangue e sudore, percorsa da legionari e camionisti, apostoli e puttane, pecorai e carri armati, mercanti e carrettieri.

“VAN GOGH – TRA IL GRANO E IL CIELO”

Martedì 22 maggio: ore 21.00

Mercoledì 23 maggio: ore 21:00

Ingresso € 10,00 – ridotto € 8,00

PRENOTAZIONI

Dopo il successo di Loving Vincent, che ha ormai portato nelle sale un totale di 240 mila spettatori, arriva al cinema il film evento che offre un nuovo sguardo su Van Gogh (1853-1890), attraverso il lascito della più grande collezionista privata di opere del pittore olandese: Helene Kröller-Müller (1869-1939), la donna che ai primi del Novecento, ammaliata da un viaggio tra Milano, Roma e Firenze, e sull’esempio del mecenatismo dei Medici, giunse ad acquistare quasi 300 suoi lavori, tra dipinti e disegni.

Così, proprio a partire dall’Italia tanto amata da Helene e da una mostra che sta raccogliendo un’affluenza eccezionale (sono già quasi 350.000 i visitatori a oggi, a un mese dalla chiusura), nasce Van Gogh. Tra il grano e il cielo. Il film evento, diretto da Giovanni Piscaglia e scritto da Matteo Moneta con la consulenza scientifica e la partecipazione di Marco Goldin, è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital e racconta l’unione spirituale di due persone che non si incontrarono mai durante la loro vita (Helene Kröller-Müller aveva 11 anni quando Van Gogh morì nel 1890), ma che condivisero la stessa tensione verso l’assoluto, la stessa ricerca di una dimensione religiosa e artistica pura, senza compromessi. Due universi interiori dominati dall’inquietudine e dal tormento, che entrambi hanno espresso attraverso una vera e propria mole di lettere: fonti storiche insostituibili ed elemento suggestivo che punteggia la narrazione del documentario. La colonna sonora originale del film è firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino.

Ad accompagnare l’intero racconto è l’attrice Valeria Bruni Tedeschi, ripresa nella chiesa di Auvers-sur-Oise che Van Gogh dipinse qualche settimana prima di suicidarsi. L’occasione per raccontare l’intera parabola artistica di Van Gogh, e la collezione di Helene Kröller-Müller, è una mostra di eccezionale rilievo, Van Gogh. Tra il grano e il cielo, nella Basilica Palladiana di Vicenza,curata dallo storico dell’arte Marco Goldin, che raccoglie 40 dipinti e 85 disegni proventi dal Kröller-Müller Museum di Otterlo in Olanda, dove oggi è custodita l’eredità di Helene. Al viaggio dentro la mostra, si affianca quello in alcuni dei luoghi più importanti per l’arte di Van Gogh: la chiesa di Nuenen(soggetto dei quadri e dei disegni degli anni olandesi che fanno da sfondo al capitolo dedicato all’ansia religiosa di Van Gogh, che trova un parallelo in quella di Helene), l’Accademia Reale di Belle arti di Bruxelles (nelle cui aule Vincent trascorse pochi mesi), le strade di Parigi (da Rue Lepic 54, dove Vincent visse per due anni a partire dal marzo 1886 con il fratello Theo, sino al Moulin de la Galette e alla vigna di Montmartre) e Auvers-sur-Oise (dove l’artista si recò negli ultimi settanta giorni della sua vita e fu accompagnato in questo percorso dal Dottor Gachet). Una serie di preziose riprese sono state realizzate a Otterlo nelle sale e nel parco del Kröller-Müller Museum, progettato da Henry van de Velde a poco più di un’ora di auto da Amsterdam.

Il documentario propone inoltre gli interventi di alcuni autorevoli esperti: la storica dell’arte Lisette Pelsers, direttrice del Kröller–Müller Museum di Otterlo in Olanda; Leo Jansen, studioso che ha curato l’edizione critica delle lettere di Van Gogh; Sjraar van Heugten, storico dell’arte tra le maggiori autorità mondiali sul lavoro di Vincent van Gogh; la scrittrice e storica della cultura, Eva Rovers, autrice della biografia di Helene; Georges Mayer, professore onorario di Storia dell’arte all’Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles; lo scrittore e docente di Storia dell’arte all’Università Paris 8 Pascal Bonafoux.

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