RASSEGNA DEL MARTEDI’ POMERIGGIO

 

“POMERIGGIO AL CINEMA”

LA RASSEGNA DEL MARTEDI’ POMERIGGIO

ORE 16:00 – INGRESSO € 3,50

 

“FINCHE’ C’E’ PROSECCO C’E’ SPERANZA”

Martedì 16 ottobre: ore 16:00

GENERE: Giallo

REGIA: Antonio Padovan

ATTORI: Giuseppe Battiston, Teco Celio, Liz Solari, Roberto Citran, Silvia D’amico, Babak Karimi, Gisella Burinato, Rade Šerbedžija

PAESE: Italia

DURATA: 101 Min

Campagna veneta, colline del Prosecco. L’ispettore Stucky (Giuseppe Battiston), protagonista di Finché c’è prosecco c’è speranza, è chiamato a investigare su un apparente caso di suicidio: quello del facoltoso conte Desiderio Ancillotto, che si è tolto la vita con un gesto teatrale e improvviso.
Stucky (metà persiano, metà veneziano) appena promosso, tenta goffamente di portare avanti le indagini, schiacciato dall’inesperienza e dal peso di ingombranti questioni irrisolte. Tra filari e bollicine, il tenace ispettore si confronta con bottai, osti, confraternite di saggi bevitori, realizzando che la chiave per risolvere il mistero sta nella peculiare visione della vita che anima la zona; che la soluzione al suicidio-delitto del conte passa per la sua cantina, tra vetro e sughero, alcol e lieviti addormentati.

Le splendide colline del Prosecco e i borghi di quella zona sono i protagonisti di questo rilassante e godibile giallo, tutto da assaporare, tanto quanto l’ispettore Stucky di Giuseppe Battiston e gli altri attori del cast. Un’opera prima che nella sua trama e nel modo di raccontarla ribadisce un concetto chiave: la sostenibilità, tanto in senso ambientale quanto esistenziale. E, perché no, anche cinematografico. Intriso di calore umano e di ironia sottile, conta anche su un cameo di Vitaliano Trevisan.

 

“LA RAGAZZA DEI TULIPANI”

Martedì 23 ottobre: ore 16:00

GENERE: Drammatico, Sentimentale

REGIA: Justin Chadwick

ATTORI: Alicia Vikander, Dane DeHaan, Judi Dench, Christoph Waltz, Jack O’Connell, Cara Delevingne, Zach Galifianakis, Holliday Grainger, Kevin McKidd, Tom Hollander, Matthew Morrison, Joanna Scanlan

PAESE: Gran Bretagna, USA

DURATA: 107 Min

La Ragazza dei Tulipani, il film diretto da Justin Chadwick, è ambientato ad Amsterdam nel 1636: la città è in pieno fermento. Il commercio prospera, le arti fioriscono. Sophia (Alicia Vikander), orfana cresciuta dalle suore, viene presa in sposa da un ricco mercante, Cornelis Sandvoort (Christoph Waltz), molto più vecchio di lei. Lui desidera ardentemente un figlio, ma lei non riesce a darglielo, mettendo così in pericolo il loro matrimonio. I due decidono di posare per un ritratto che li renderà immortali, ma Sophia inizia una relazione con il pittore, un giovane e talentuoso artista: Jan Van Loos (Dane DeHaan). Tutto questo mentre la cameriera di Sophia, Maria (Holliday Grainger), scopre di aspettare un figlio dal ragazzo di cui è innamorata, che per un equivoco è fuggito via. Per salvare la situazione, le due donne escogitano un piano, apparentemente comodo per entrambe. Ma, mentre l’Olanda è preda di una follia collettiva, la febbre di possedere i bulbi di tulipani, con pennellate intense di sensualità, irresistibile desiderio, inganno, sogni e illusioni, il ritratto prende tutt’altra forma, colorando passioni per cui daresti la vita.

“CONTROMANO”

Martedì 30 ottobre: ore 16:00

GENERE: Commedia

REGIA: Antonio Albanese

ATTORI: Antonio Albanese, Alex Fondja, Aude Legastelois, Daniela Piperno, David Anzalone

PAESE: Italia

DURATA: 102 Min

Contromano, il film diretto da Antonio Albanese, vede protagonista Mario Cavallaro (Albanese), cinquantenne milanese preciso e abitudinario: si sveglia tutte le mattine nello stesso modo, nella stessa casa, nello stesso quartiere, nella stessa città, beve lo stesso caffè nello stesso bar e apre il suo negozio senza mai tardare di un solo minuto. È questo, per lui, il bello della vita: le cose che non cambiano, che rimangono uguali, le abitudini. Una routine prestabilita e rassicurante che lui non ha alcuna intenzione di cambiare. L’ordine, la precisione, la puntualità, il rispetto, il decoro, la voce bassa, lo stare ognuno al proprio posto sono i valori cardine della vita di Mario, convinto che il segreto di una società civile sia il rispetto della disciplina.
La monotona vita di Mario si divide tra i suoi due luoghi del cuore: il suo prestigioso negozio di calze, ereditato dal padre, e il terrazzo di casa dove coltiva un orto, unica passione che si concede. Terrorizzato al solo pensiero di apportare dei cambiamenti alla propria vita, è facile capire il suo sgomento quando viene a sapere che il suo vecchio bar di fiducia, dove beve sempre lo stesso marocchino dallo stesso inconfondibile sapore, sta per essere venduto a un egiziano, all'”egiziano del kebab”, e, come se non bastasse, davanti al suo negozio si piazza Oba (Alex Fondja), un giovane senegalese venditore ambulante di calzini, che inizia a minacciare l’attività di Mario con le sue offerte altamente concorrenziali. Ma quel che è troppo è troppo, e decide di agire per “rimettere le cose a posto”. Così escogita un piano semplice quanto folle: decide di rapire Oba e riportarlo a casa sua.
Un viaggio Milano-Senegal di solo andata. Anzi, la reputa un’idea geniale: se tutti lo facessero, riportandoli in patria uno a uno, il problema dell’immigrazione sarebbe risolto. Il film prende così la piega di un paradossale on the road, che si complicherà ulteriormente con l’entrata in scena di un terzo personaggio che, se possibile, rende ancora più assurda la situazione in macchina. Oba acconsente alla sua “deportazione” solo a una condizione: Mario deve riaccompagnare a casa anche la sorella di lui, Dalida (Aude Legastelois). Fin qui tutto bene, se non fosse che Mario, non appena vede la bellissima ragazza, se ne innamora perdutamente. E anche Oba e Dalida sembrano non raccontarla giusta sulla loro parentela… Sarà l’inizio di una serie di guai seri e rocamboleschi o di una nuova, assurda armonia?

“A QUIET PASSION”

Martedì 6 novembre: ore 16:00

GENERE: Biografico, Drammatico

REGIA: Terence Davies

ATTORI: Cynthia Nixon, Emma Bell, Rose Williams, Keith Carradine, Annette Badland, Jennifer Ehle

PAESE: Gran Bretagna, Belgio

DURATA: 125 Min

La storia della celebre poetessa statunitense Emily Dickinson dagli anni della trasgressiva giovinezza alla vita adulta di auto reclusione. La poetica silenziosamente ribelle di Terence Davies trova, in questo poliedrico e controverso personaggio, un ottimo spunto per mettere a frutto il suo passato di fine conoscitore dell’animo femminile, dando vita ad alcune sequenze che rasentano il sublime. Il risultato è un preciso ritratto dell’artista americana, privata del mito e definita unicamente come essere umano.

Biopic sulla poetessa americana Emily Dickinson, sfortunata e sconosciuta in vita, tanto protagonista di una meritata popolarità postuma, in particolare negli ulitimi decenni. Grande esponente di un cinema indipendente amante dei dettagli e al servizio dell’emozione, Terence Davies riesce a cogliere il genio e la fragilità, l’ironia a tratti altezzosa come il genio puro dei versi dell’artista del New England. Un costante dualismo l’accompagnò, su tutti la conquista dell’amore, solo artistico, come sentimento supremo e l’elaborazione della morte, non priva di ironia, come testimone ultima e inevitabile. Toccante e magnetico.

“HOTEL GAGARIN”

Martedì 13 novembre: ore 16:00

GENERE: Commedia

REGIA: Simone Spada

ATTORI: Claudio Amendola, Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Silvia D’amico, Philippe Leroy, Caterina Shulha, Tommaso Ragno, Simone Colombari, Marco Todisco, Hovhannes Azoyan, Paolo De Vita, Marjan Avetisyan

PAESE: Italia

DURATA: 93 Min

Al suo debutto alla regia di un lungometraggio, in Hotel Gagarin, Simone Spada dirige Giuseppe Battiston, Claudio Amendola, Luca Argentero, Barbora Bobulova, Silvia D’Amico, Philippe Leroy e Caterina Shulha.
I protagonisti della sua storia sono cinque italiani squattrinati che, in cerca di successo, vengono convinti da un sedicente produttore a girare un film in Armenia. Purtroppo i loro sogni di gloria vengono infranti appena raggiungono il freddo e isolato Hotel Gagarin, quando scoppia una guerra e il produttore sparisce con tutti i soldi. Una situazione spiacevole e grottesca come questa si rivela, però, un’occasione di ritrovare la spensieratezza e la gioia perdute. Scegliendo di usare il cinema come motivo scatenante dell’intreccio narrativo e un gruppo di sventurati come eroi, Spada ricalca la commedia all’italiana di una volta con l’intento di far sorridere ed emozionare gli spettatori, racchiudendo il senso profondo dell’intero film e della vita stessa nella frase di Lev Tolstoj: “Se vuoi essere felice, comincia”.

Confinando un pugno di sfortunati personaggi in un hotel di lusso fra le nevi dell’Armenia, Simone Spada si appoggia al sicuro potenziale drammatico dell’unità di luogo e delle dinamiche di gruppo, ma dopo una commedia dagli inizi tutto sommato prevedibili approda a qualcosa di nuovo, poetico, surreale, incantato: un film sul potere dei sogni, dell’immaginazione e sul sempiterno fascino del cinema. Con l’aiuto della bella fotografia di Maurizio Calvesi e la solida recitazione di Battiston, Argentero, Bobulova e Battiston, il neoregista gira un buon film, intriso anche di una malinconica nostalgia per un’Italia migliore di quella attuale, che non mantiene le promesse fatte e che e invita alla fuga.

“IL TUTTOFARE”

Martedì 20 novembre. ore 16:00

GENERE: Commedia

REGIA: Valerio Attanasio

ATTORI: Sergio Castellitto, Guglielmo Poggi, Clara Alonso, Elena Sofia Ricci, Domenico Centamore, Mimmo Mignemi, Beatrice Schiros

PAESE: Italia

DURATA: 96 Min

Il Tuttofare, il film di Valerio Attanasio, racconta una vicenda tutta italiana, quella di Antonio Bonocore (Gugliemo Poggi), praticante in legge, che sogna un contratto nel prestigioso studio del suo mentore, il principe del foro Salvatore “Toti” Bellastella (Sergio Castellitto): fine giurista, è il non plus ultra tra gli avvocati italiani.
Per lui Antonio fa tutto: assistente, portaborse, autista e perfino cuoco personale. Il fatto è che lo studio è di proprietà di Titti (Elena Sofia Ricci), la moglie di Bellastella.
Quando Antonio supera brillantemente l’esame di stato, ha la possibilità di diventare socio dello studio con un compenso eccezionale. Eppure c’è ancora un favore da fare: Antonio dovrà sposare Isabel (Maria Clara Alonso) l’amante argentina di Toti per assicurarle la cittadinanza italiana… si tratta solo di una firmetta in Comune…e così il ragazzo accetta: niente di più sbagliato! Ora è davvero in un mare di guai.

È meritevole di complimenti ogni individuo che ha lavorato a questa commedia. Il regista e autore della sceneggiatura Valerio Attanasio in primis che mostra di conoscere tanto i confini del genere, sapendo creare una storia molto divertente senza sforare nella farsa, quanto la storia della commedia all’italiana di cui siamo tutti ereditari. L’istrionico Castellitto a suo modo onora i grandi interpreti di quelle storie che raccontavano la nostra società e si fa protagonista di una performance, sopra le righe sì, ma non caricaturale. Allo stesso modo il Guglielmo Poggi si rivela capace di dare personalità al suo personaggio mantendendo un equilibrio tra umorismo gentile e verosimiglianza con la realtà del precariato giovanile (per quanto la realtà stessa sia la vera anomalia).

“TITO E GLI ALIENI”

Martedì 27 novembre: ore 16:00

GENERE: Commedia, Fantascienza

REGIA: Paola Randi

ATTORI: Valerio Mastandrea, Clémence Poésy, Luca Esposito, Chiara Stella Riccio, Miguel Herrera, John Keogh, Gianfelice Imparato

PAESE: Italia

DURATA: 92 Min

Tito e gli alieni, il film diretto da Paola Randi, è una commedia che parla di un Professore (Valerio Mastandrea), per l’esattezza uno scienziato napoletano, che vive isolato dal mondo in una casa mobile nel deserto del Nevada, accanto all’Area 51. Mentre dovrebbe lavorare a un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, non fa altro che passare le sue giornate sul divano ad ascoltare il suono dello spazio.
Una vita piatta e monotona, segnata dalla morte della moglie, la cui voce spera ancora di captare. Il suo unico contatto con il mondo esterno, nonché unica fonte di brio all’interno della sua vita, è Stella (Clemence Poesy), una giovane wedding planner che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.
La sua esistenza solitaria viene sconvolta dall’arrivo dei due nipoti da Napoli: Anita (Chiara Stella Riccio) di 16 anni e Tito (Luca Esposito) di 7, che il fratello Fidel (Gianfelice Imparato) gli ha affidato prima di morire. Sconvolto dalla notizia della scomparsa di Fidel, il Professore è pronto ad accoglierli e si attrezza, letteralmente, come meglio riesce. Il problema è che i due ragazzini erano convinti di trasferirsi a Las Vegas, e invece si ritrovano in mezzo al nulla, in balia di uno zio sconclusionato e depresso, in un luogo misterioso in cui si dice vivano gli alieni.

Evviva il cinema che rifiuta le scorciatoie didascaliche per volare con la fantasia, con le immagini. Paola Randi disegna un notevole viaggio poetico fino al deserto del Nevada per elaborare un lutto, attraverso l’energia e la fiducia nell’umanità con cui, magari involontariamente, due ragazzini affrontano la loro perdita del padre. Giocoso e commovente, dimostra come la fantasia possa salvare il (nostro) mondo.

“LA CASA SUL MARE”

Martedì 4 dicembre: ore 16:00

GENERE: Drammatico

REGIA: Robert Guédiguian

ATTORI: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin

PAESE: Francia

DURATA: 107 Min

A Méjan, una cala marina tra Marsiglia e Carry, tre fratelli si ritrovano per vegliare il padre. Angèle, attrice con un lutto nel cuore, Joseph, professore col vizio della rivoluzione, Armand, ristoratore di anime, misurano la loro esistenza davanti all’ictus che ha colpito il genitore. Intorno alla sua eredità, la casa, il ristorante, la coscienza politica e quella sociale, fanno i conti col proprio passato che per Angèle non sembra mai passare. L’irruzione improvvisa di tre bambini, naufraghi sulle sponde del Mediterraneo, sconvolge la loro riflessione e segna un nuovo inizio.

Da L’ultima estate, atto di nascita di Robert Guédiguian e cronaca arrabbiata della morte di un quartiere di Marsiglia, i suoi film prendono la forma di un impegno rinnovato con gli attori.

Solivo e assorto, La casa sul mare celebra di nuovo quell’unione così fertile offrendo un momento di raccoglimento che fa il punto del mondo. Un intermezzo assolato che misura precisamente lo stato della classe operaia, incarnata nel film dalle figure genitoriali, costrette all’immobilità o addirittura suicidate. Il suo sguardo e il suo cast di accoliti riparano a Méjan per vegliare una coscienza che si è spenta. Quella di un padre e di una nazione che ha perduto l’intenzione del volo e l’apertura al nuovo. La sua umanità, bastonata ma battagliera, ha smarrito con lo slancio e l’azione, la certezza di essere l’homme bien. Fedele ai suoi interrogativi e alla sua collera, Guédiguian ribadisce la morte delle utopie rivoluzionarie e di una fraternité che manca crudelmente al mondo ma poi l’inaspettato accade. Il film, con la sua aria mesta di addio e disillusione, prende improvvisamente (e letteralmente) un gusto di ‘marmellata’ che lo conduce dove nessuno lo aspettava. Se le opere del passato, da cui l’autore pesca uno struggente brano lirico, erano marcate da una bellezza che tende alla radicalità estetica, alla spontaneità delle emozioni, a quella grazia inaudita che nasce tra il vigore solare della giovinezza e la melanconia che già la avvince, i lavori recenti indicano una fase riflessiva che riafferma il suo décor, i suoi attori, i suoi ruoli.

Ficcato in quell’universo identificabile, La casa sul mare si fa un appassionante racconto di crisi, in cui i riferimenti dei protagonisti vengono meno sotto i colpi dei totalitarismi moderni. In un tableau solare in cui stagna la fierezza proletaria e la sua coscienza politica, l’irruzione di tre fratellini, doppio speculare dei protagonisti, li rianima dall’interno, restituendoli alle proprie emozioni, le più essenziali. La paura improvvisa dell’altro, al centro di Le nevi del Kilimangiaro, si rovescia qui in accoglienza, riaffermando il coraggio e la necessità di accordare la propria vita col prossimo.

 

 

 

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