Programmazione

“ASBURY PARK: LOTTA-REDENZIONE-ROCK’N ROLL”

Venerdì 24 maggio: ore 21:30

Ingresso € 12,00 – ridotto € 10,00

REGIA: Tom Jones

Un film evento straordinario con esclusive performance e interviste inedite per raccontare Asbury Park, la fucina del rock e del soul dove Springsteen e altri giganti della musica iniziarono la loro eccezionale carriera musicale. Il film concerto che celebra il potere rivoluzionario della musica.

Arriva nelle sale cinematografiche di tutto il mondo Asbury Park: Lotta, Redenzione, Rock and Roll. L’appuntamento nei cinema italiani è per il 22, 23 e 24 maggio, quando i fan si riuniranno al cinema per rivivere la storia tormentata ed emozionante di Asbury Park, fucina di talenti per il rock e il soul, e il racconto di come la musica abbia il potere di unire anche una comunità divisa.

Un tempo rinomata stazione balneare, nell’estate del 1970 Asbury Park fu travolta dalle rivolte razziali che paralizzarono la città per i successivi 45 anni, trascinandola sull’orlo del baratro e riducendola in uno stato di totale degrado urbano. In una Asbury letteralmente divisa in due, la rivolta distrusse la leggendaria scena jazz e blues del westside. Ma dalle ceneri della città in fiamme, emerse l’iconico suono del Jersey. Il docu-film riporta infatti al leggendario UPSTAGE, il club psichedelico famoso per gli ‘after hours’, dove iniziarono a suonare, i suoi figli nativi: Steven Van Zandt, Southside Johnny Lyon, David Sancious e Bruce Springsteen, che proprio nella cittadina costiera del New Jersey ha cominciato la sua straordinaria carriera musicale. Rimasto chiuso per oltre 45 anni, l’Upstage rappresenta una perfetta sintesi di quel Club, crocevia per i giovani talenti e oggi uno degli straordinari luoghi narrati dal documentario, ricco di interviste e inedite performance. Così Asbury Park vive finalmente la sua attesa rinascita ed è proprio la musica ad averla strappata alla morte. L’atteso evento cinematografico includerà filmati mai visti prima, come quelli del leggendario concerto sold out al Paramount Theatre, che vide Little Steven, Southside Johnny, Springsteen e le Upstage All-Stars sfidarsi a riff di chitarra con “il futuro della musica di Asbury”: un gruppo di rocker di 11 anni che sono la prova vivente che ‘i migliori giorni’ per la città potrebbero semplicemente essere davanti a noi.

Il regista, Tom Jones, ha dichiarato: “Ad Asbury Park sono serviti cinque decenni per rialzarsi ed avviarsi a diventare migliore di quanto non sia mai stata. Dovremmo tutti ascoltare le sagge lezioni apprese nel modo più duro e la musica che ha alimentato questo risveglio“.

“SARAH E SALEEM – LA’ DOVE NULLA E’ POSSIBILE”

Venerdì 24 maggio: ore 19:00

Sabato 25 maggio: ore 21:15

Domenica 26 maggio: ore 17:30 e 21:30

GENERE: Drammatico, Sentimentale

REGIA: Muayad Alayan

PAESE: Palestina, Germania, Olanda

Film vincitore di numerosi e prestigiosi Premi internazionali tra cui il Premio del Pubblico e il Premio Speciale della Giuria al Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam, SARAH E SALEEM- là dove nulla è possibile ha colpito al cuore il pubblico e la critica di tutto il mondo.

La stampa italiana l’ha già definito “un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare”. E ancora, “una perla rara, una di quelle sorprese che ci insegnano che l’ arte sboccia laddove la vita è più difficile.” “Un film che ha molto da dire su poteri e privilegi”.

“Un film scritto da Dio, due personaggi femminili meravigliosi, raccontando una storia piccola e privata, dice delle cose durissime e con eleganza su Israele e Palestina”.(il criticoMauro Donzelli)

Ambientato a Gerusalemme, il film si ispira a fatti realmente accaduti, narrando come, una storia di natura esclusivamente privata, finisca in breve tempo per trasformarsi in un caso politico di portata inimmaginabile. Sarah è israeliana e gestisce un bar a Gerusalemme Ovest. Saleem è palestinese, vive a Gerusalemme Est e fa il fattorino. Provengono da mondi distanti anni luce, eppure, sfidano il destino per incontrarsi di nascosto nel furgoncino che Saleem usa per il lavoro e vivere lontano da occhi indiscreti la loro passione. Si amano? Forse no. Ma quegli attimi rubati sono per entrambi un momento di complicità per evadere dalle tensioni che avvertono nelle rispettive famiglie. Nessuno è a conoscenza di questa relazione illecita, né Sarah, né Saleem sembrano intenzionati a spingersi oltre al loro incontro clandestino e sporadico. Ma una sera, trovandosi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, quello che doveva essere un affaire totalmente privato e rimesso unicamente al giudizio delle rispettive coscienze, subisce una svolta repentina quanto incontrollabile. Sarah e Saleem si ritrovano intrappolati nelle maglie della tensione tra le forze occupanti e la resistenza palestinese, in un crescendo di inganni e mistificazioni che neppure la verità sembra più essere in grado di fermare. E che sfugge completamente al controllo sia di Sarah sia di Saleem. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile.

“TAKARA – LA NOTTE CHE HO NUOTATO”

Sabato 25 maggio: ore 19:45

Domenica 26 maggio: ore 16:00 e 20:00

GENERE: Drammatico

REGIA: Kohei Igarashi, Damien Manivel

PAESE: Giappone, Francia

DURATA: 79 Min

Sulle montagne del Giappone, un nucleo familiare di quattro persone vive in una piccola abitazione circondata dalla neve. Una notte, mentre padre esce come sempre nel buio per andare a lavorare al locale mercato del pesce, il figlio piccolo resta insonne e occupa come può il suo tempo tra i giochi. La mattina dopo, molto assonnato e con un disegno che ritrae nello zaino il mondo acquatico, non si avvia a scuola come la sorella, ma a una giornata di scoperta.

Un racconto incantevole e minimale di affetti e di avventura, reso ancora più affascinante dalla completa assenza di dialoghi. Una favola senza tempo che si articola in tre atti: Il disegno, Il mercato del pesce, Un lungo sonno.

Tra l’essenzialità di Chaplin e il rigore di una storia illustrata per bambini, un attore bambino non professionista calamita l’attenzione con una semplice successione di azioni banali: il cinema puro è in azione, mentre il piccolo si muove tra spazi domestici, strade ghiacciate, una piccola stazione ferroviaria, un centro commerciale, un parcheggio. Contempliamo con lui il silenzio notturno e lo stupore durante una nevicata, il senso di libertà mentre si aggira, senza mai interagire con nessuno, per le strade bianche alla ricerca di un contatto con il padre, il cui ritmo di vita è opposto al proprio.

“DENTRO CARAVAGGIO” Evento

Il nuovo docu-film su questo straordinario artista

Lunedì 27 maggio: ore 19:00 e 21:00

Martedì 28 maggio: ore 19:00 e 21:00

Mercoledì 29 maggio: ore 19:00

Ingresso € 10,00 – ridotto € 8,00

Un docu-film di Francesco Fei
Con la partecipazione straordinaria di Sandro Lombardi

Spingersi oltre le apparenze, scavare dentro le opere, l’uomo e l’artista per indagare il segreto di un’arte rivoluzionaria. Un viaggio inedito e originale tra Milano, Roma, Napoli, Malta, Siracusa e Messina.

Con gli interventi di Rossella Vodret, Marco Carminati, Alessandro Morandotti, Milo Manara, Gennaro Carillo, Giovanna Cassese, Caterina Di Giacomo, Achille Mauri e i Masbedo.

A cinque secoli dalla morte, con l’infinito numero di libri e mostre a lui dedicati, i film, i fumetti, gli articoli di giornale, gli approfondimenti, cosa continua a raccontarci la figura di Caravaggio? Come mai questo personaggio riesce sempre, in maniera così densa e composita, a scuotere chi osserva le sue opere e chi legge della sua vita? È per provare a rispondere a queste domande che, una sera d’inverno, Sandro Lombardi, uno degli artisti più carismatici e poliedrici del panorama teatrale italiano, sale le scale di Palazzo Reale a Milano per visitare la mostra Dentro Caravaggio, un’esposizione che ha presentato al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei stranieri, affiancando per la prima volta le tele di Caravaggio alle rispettive immagini radiografiche. Da questo viaggio dentro le opere e dentro l’uomo Caravaggio, prende il via il percorso del docu-film: proprio nello stesso luogo in cui, nel 1951, Roberto Longhi propose la Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi, punto fermo assoluto nella storia della riscoperta critica dell’artista. Il viaggio condotto da Sandro Lombardi attraverserà i diversi luoghi caravaggeschi: Roma, Napoli, Malta, la Sicilia, tutte quelle terre in cui Caravaggio e le sue inquietudini hanno lasciato traccia concreta. Il docu-film farà poi tappa al Sacro Monte di Varallo, complesso devozionale affrescato da Gaudenzio Ferrari e celebre in tutto il mondo per la sensibile, emozionante rappresentazione teatrale e scenografica della Via Crucis e dei luoghi santi della storia di Cristo. Perché forse è proprio tra queste statue e tra questi affreschi che si nascondono, almeno in parte, le radici dell’arte di Caravaggio.

Ad accompagnare la visione di capolavori come Davide e Golia, Deposizione, Marta e Maria Maddalena, Sacra famiglia con Giovannino, Ragazzo morso da un ramarro sino al Seppellimento di Santa Lucia, Resurrezione di Lazzaro,Adorazione dei pastori, ci saranno gli interventi di esperti autorevoli e di artisti: Rossella Vodret, massima conoscitrice di Caravaggio e curatrice della mostra Dentro Caravaggio a Palazzo Reale a Milano, Marco Carminati, critico e giornalista, Alessandro Morandotti, storico dell’arte e curatore della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri delle Gallerie d’Italia di Milano, Milo Manara, celebre fumettista e autore di una biografia per immagini di Caravaggio, Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico e di Storia delle dottrine politiche alle Università di Napoli, Giovanna Cassese, storica dell’arte già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e attuale direttore dell’ISIA Faenza, Caterina Di Giacomo, Storica dell’arte, attuale direttore del MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, e del Museo Bernabò Brea di Lipari, Achille Mauri, Presidente di Messaggerie Italiane e della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri e il duo di video artisti Masbedo.

“ROCKETMAN”

Mercoledì 29 maggio: ore 21:00

Giovedì 30 maggio: ore 21:00

Venerdì 31 maggio: ore 21:00

Sabato 1 giugno: ore 18:45 e 21:15

Domenica 2 giugno: ore 16:30, 18:45, 21:15

GENERE: Biografico, Musicale

REGIA: Dexter Fletcher

ATTORI: Taron Egerton, Bryce Dallas Howard, Richard Madden, Jamie Bell, Steven Mackintosh, Kamil Lemieszewski, Tate Donovan, Stephen Graham, Harriet Walter, Charlie Rowe, Gemma Jones, Tom Bennett, Kit Connor, Bern Collaço, Graham Fletcher-Cook

PAESE: Gran Bretagna

DURATA: 121 Min

La vita di Reginald Dwight, rockstar multimilionaria nota al mondo con il nome d’arte di Elton Hercules John, scorre a ritroso, partendo da una seduta di alcolisti anonimi. Qui John trova il modo di affrontare i demoni del proprio passato e ripercorrere i passi che l’hanno condotto in questo stato.
Dopo il successo straordinario e inatteso di Bohemian Rhapsody, intorno a Rocketman si è creata un’aspettativa peculiare, un termine di paragone quasi obbligato, incentivato dal fatto che il regista della biografia in musica e immagini di Elton John è Dexter Fletcher, ossia colui che ha ereditato Bohemian Rhapsody senza più un regista (in seguito al licenziamento di Bryan Singer), per portarlo a conclusione.

A produrre è lo stesso Elton John, che si affida a Fletcher e allo sceneggiatore di fiducia Lee Hall, già autore dello script di Billy Elliot.

Non è dato sapere quanto il confronto invisibile tra Bohemian e Rocketman abbia influenzato le scelte di Fletcher, che di fatto sceglie un altro percorso per affrontare la vita di Dwight. Anziché la mimesi esasperata – degli attori e dei concerti – del film di Singer, Rocketman usa le travagliate vicende di Elton John come parabola a metà tra il reale e il fantastico, come una sorta di allucinazione psicotropa che possa aprire uno spiraglio per comprendere come si manifesti un talento inafferrabile e che condanna questo possa rappresentare.
Ad affliggere il film di Fletcher, come molti biopic prima di lui, è il problema, o la necessità quasi compulsiva, di dover rendere tutto visibile, fino all’ultimo dei dettagli, privando l’immaginazione di ogni spazio. L’infatuazione per il rock’n’roll non può quindi che manifestarsi attraverso un ciuffo di capelli impomatati, la capacità di Elton di far librare corpi e pensieri è esemplificata da una scena in cui questo avviene letteralmente, e così via.
Tutto è esibito e mai suggerito, come se fosse implicita la richiesta di questo didascalismo da parte del pubblico o, peggio, l’incapacità di quest’ultimo di poter “unire i puntini” senza un aiuto visivo. Su questo punto Fletcher dimostra una certa continuità rispetto a Bohemian Rhapsody e a un’idea di film-evento che sa sempre più di messa in scena spettacolare e curata di quel che ci si attende di vedere realizzato su grande schermo, anziché la rivelazione di qualcosa di inatteso o di impredicibile.

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